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Indipendenza giudiziaria

indagine tramite questionario

 

Gentili Signore e Signori,

Lo scopo dell’indagine anonima tramite questionario condotta tra gli studenti delle facoltà di giurisprudenza dell’Università Łazarski di Varsavia e dell’Università degli Studi di Palermo è quello di ampliare le conoscenze sul significato e sul ruolo della professione di giudice, nonché sui valori che costituiscono l’ethos di questa professione — secondo la valutazione degli studenti delle facoltà di giurisprudenza.

L’indagine ha carattere anonimo e coinvolge un gruppo di circa 100 studenti di ciascuna di queste Università. La scelta delle Università in Polonia e a Palermo è motivata dall’intento di esaminare come gli studenti polacchi e italiani percepiscano la professione di giudice, quali valori ritengano importanti in questa professione, quali minacce individuino nell’esercizio di tale professione, aspetto particolarmente rilevante alla luce delle minacce all’indipendenza giudiziaria che i giudici in Italia e in Polonia hanno sperimentato e continuano a sperimentare.

Vi chiediamo inoltre di leggere un frammento dell’ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle ore 5 del mattino del 19 luglio 1992, dodici ore prima dell’esplosione dell’autobomba carica di tritolo, avvenuta alle ore 17 dello stesso giorno davanti al numero 19 di Via D’Amelio. Queste sono le ultime parole scritte da Paolo Borsellino — una sorta di testamento —; dopo la lettura dei frammenti selezionati, vi chiediamo di rispondere alle domande indicate di seguito.

Sondaggio


Leggi il frammento della lettera di Borsellino, scritta alle 5 del mattino del 19 luglio 1992,

Paolo Borsellino non poté terminarla, poiché fu ucciso nel pomeriggio del 19 luglio 1992.

Non ho più lasciato questo lavoro e da quel giorno mi occupo pressocchè esclusivamente di criminalità mafiosa. E sono ottimista perché vedo che verso di essa [la mafia] i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant'anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta.

Rispondi alle domande:


Leggi un frammento della lettera di Paolo Borsellino.

La mafia (Cosa Nostra) è una organizzazione criminale, unitaria e verticisticamente strutturata, che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di "territorialità". Essa e suddivisa in "famiglie", collegate tra loro per la comune dipendenza da una direzione comune (Cupola), che tendono ad esercitare sul territorio la stessa sovranità che su esso esercita, deve esercitare, leggittimamente, lo Stato.
Ciò comporta che Cosa Nostra tende ad appropriarsi delle ricchezze che si producono o affluiscono sul territorio principalmente con l'imposizione di tangenti (paragonabili alle esazioni fiscali dello Stato) e con l'accaparramento degli appalti pubblici, fornendo nel contempo una serie di servizi apparenti rassembrabili a quelli di giustizia, ordine pubblico, lavoro etc, che dovrebbero essere forniti esclusivamente dallo Stato.
E' naturalmente una fornitura apparente perchè a somma algebrica zero, nel senso che ogni esigenza di giustizia è soddisfatta dalla mafia mediante una corrispondente ingiustizia. Nel senso che la tutela dalle altre forme di criminalità (storicamente soprattutto dal terrorismo) è fornita attraverso l'imposizione di altra e più grave forma di criminalità. Nel senso che il lavoro è assicurato a taluni (pochi) togliendolo ad altri (molti).